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COMUNITA' DI SANT'EGIDIO
La GUIDA "DOVE mangiare,
dormire, lavarsi" 2013

20ª edizione


L'assistenza agli "Amici per la strada" è un servizio che i volontari della Comunità di Sant'Egidio offrono quotidianamente ed il loro impegno credo che sia utile segnalarlo su un sito che tratta di Protezione civile, consultato da operatori istituzionali e volontari. Per questo motivo indichiamo il link dove è possibile visionare la GUIDA, un libretto che è una bussola da tenere in tasca per orientarsi nella città o da indicare a chi non la può consultare. La pubblicazione informa sui posti dove a Roma si può avere aiuto e accoglienza, dove mangiare, dormire e lavarsi.

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Dal metodo Augustus alla Direttiva ed il Decreto del 2008 (fonte: Internet e M. Petrassi)

Il coordinamento delle componenti del Servizio nazionale della Protezione civile, avviene, ai vari livelli territoriali e funzionali, attraverso il cosiddetto Metodo Augustus, che permette ai rappresentanti di ogni "funzione operativa" (Sanità, Volontariato, Telecomunicazioni, eccetera.) di interagire direttamente tra loro ai diversi "tavoli decisionali" e nelle sale operative dei vari livelli (COC, COM, DICOMAC, ecc.), avviando così in tempo reale processi decisionali collaborativi.
Il Metodo Augustus (dal nome dell'Imperatore Augusto, che fu il primo ad instituire i "tavoli consultivi" tra i suoi collaboratori) ha già dimostrato la sua ottima funzionalità in occasione delle più recenti calamità che hanno colpito il nostro paese. Augusto sosteneva inoltre che: "Il valore della pianificazione diminuisce con l'aumentare della complessità degli eventi". Proprio per questo il Metodo Augustus si distingue per la sua semplicità e flessibilità.
Per C.O.C. si intende il Centro Operativo Comunale, responsabile delle attività a livello comunale-locale, il cui massimo punto di riferimento è il Sindaco o suo Delegato (Legge 225/1992 – Art. 15)
il C.O.M., è il Centro Operativo Misto. Possono essere più di uno e costituiti ad hoc al fine di essere il più possibile vicino al luogo dell'evento;
il C.C.S. (Centro Coordinamento dei Soccorsi), è l'organo principale a livello provinciale ed è presieduto dal Prefetto o suo Delegato);
il C.O.R. è il Centro Operativo Regionale, per emergenze che coinvolgono più province, presieduto dal Presidente della Regione o suo Delegato;
la Di.Coma.C. è la Direzione di Comando e Controllo, organo decisionale di livello nazionale attivato nelle grandi calamità (situata presso la sede del Dipartimento di Protezione Civile).
Esistono, a livello intermedio tra COM/CCS e DICOMAC, le Sale Operative Regionali (anche se la maggior parte delle funzioni di coordinamento diretto sul territorio sono svolte a livello COM/CCS). Ognuno di questi tipi di Centro, ai vari livelli, è solitamente costituito su una sezione "Strategia" (con i responsabili di funzione) ed una "Operativa" (con operatori e supporti logistici necessari per garantire i collegamenti, la continuità operativa, il supporto alle funzioni decisionali, eccetera.).

Il funzionamento
Questo metodo prevede varie fasi, prima su tutte la definizione dello scenario ovvero l'area che deve essere sottoposta a pianificazione, successivamente l'individuazione dei rischi peculiari all'area in questione e per ultimo il dispositivo ovvero "chi fa? che cosa?".
Chi fa? Che cosa? 
Quest'ultima fase avviene attraverso l'individuazione di 14 funzioni di supporto che corrispondono a tutte le figure istituzionali competenti e specifiche per ogni settore. Tali funzioni sono direttamente coinvolte durante l'emergenza stessa, ma soprattutto nelle fasi precedenti ordinarie di pianificazione e prevenzione. Le 14 funzioni, sono tali in tutto il territorio nazionale e a tutti i livelli (nazionale, regionale, provinciale), tranne nel caso dei Comuni dove avviene una pianificazione che individua 9 funzioni di supporto. Quando necessario, le funzioni vengono attivate e chiamate a prendere posto presso i Centri Operativi. Questi ultimi possono essere di vario livello, a seconda del tipo di estensione geografica dell'emergenza. A livello comunale (emergenza locale), verrà attivato un C.O.C. acronimo di Centro Operativo Comunale, presieduto dal Sindaco (massima autorità di Protezione Civile a livello comunale) o da un suo delegato. A livello provinciale, verranno attivate due strutture operative ovvero: il C.C.S. (Centro Coordinamento Soccorsi) che ha sede presso la Prefettura della provincia e allo stesso tempo vengono attivati uno o più C.O.M.(Centri Operativi Misti). Questi ultimi hanno la peculiarità di essere presenti il più vicino possibile al luogo dell'evento ed essere così un "occhio" e "braccio operativo" del C.C.S. presieduto dal Prefetto o suo delegato (autorità di Governo provinciale). A livello regionale si ha il C.O.R. ( Centro Operativo Regionale) la cui autorità superiore è il Presidente della Regione. In caso di emergenza nazionale verrà attivata la Di.Coma.C acronimo di Direzione di Comando e Controllo, con sede presso il Dipartimento della Protezione Civile. I responsabili sono solitamente funzionari di medio-alto livello della struttura deputata all'esercizio della funzione, ed è da questi delegato a rappresentarli ed a gestirne le risorse attivate in emergenza. Il punto di forza del Metodo Augustus, è nella flessibilità di applicazione, che permette ad esempio di non attivare una o più funzioni nel caso queste non siano necessarie per lo svolgimento delle operazioni previste. Inoltre, la copresenza di tutti i responsabili di funzione, con relativo potere di attivazione e gestione in tempo reale - e di concerto - di tutte le forze impiegate, rende molto più efficace e tempestiva l'integrazione delle operazioni.
Le quattordici funzioni, individuate in breve dalla lettera F e da un numero progressivo, sono:
F 1 - Tecnica e di pianificazione
F 2 - Sanità, assistenza sociale e veterinaria
F 3 - Mass-media e informazione
F 4 - Volontariato
F 5 - Materiali e mezzi
F 6 - Trasporti, circolazione e viabilità
F 7 - Telecomunicazioni
F 8 - Servizi essenziali
F 9 - Censimento danni a persone e cose
F 10 - Strutture operative
F 11 - Enti locali
F 12 - Materiali pericolosi
F 13 - Assistenza alla popolazione
F 14 - Coordinamento centri operativi
  

                                                      La Direttiva ed il Decreto del 2008 

Il metodo Augustus, che aveva una sua validità quando fu ideato, ha avuto poi nel tempo dei miglioramenti ed adeguamenti alle nuove esigenze. I provvedimenti che oggi lo sostituiscono sono una Direttiva ed un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emanate nel 2008.

 

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 dicembre 2008

Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze

La Direttiva:

indica gli indirizzi operativi per la gestione delle emergenze, nel rispetto delle competenze affidate alle regioni dalla normativa vigente, siano esse ordinarie o a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Finalizza la definizione di procedure operative al fine di ottimizzare le capacita di

allertamento,

di attivazione

di intervento del Servizio nazionale di protezione civile.

Tali procedure operative disciplinano la gestione del flusso delle informazioni tra i diversi soggetti coinvolti, l'attivazione e il coordinamento delle componenti del Servizio nazionale di protezione civile, la descrizione del modello organizzativo per la gestione dell'emergenza con l'indicazione degli interventi prioritari da disporre a livello nazionale per supportare ed integrare adeguatamente la risposta locale di protezione civile.

Procedure operative

La capacità di Sistema di assolvere alle proprie funzioni è strettamente connessa sia alla tempestività con la quale avviene la comunicazione da parte delle strutture di protezione civile, sia alla qualità dell'informazione, in termini di attendibilità della fonte e di puntualità dei contenuti. A tal fine, in occasione di eventi naturali o connessi con l'attività' dell'uomo che per intensità ed estensione potrebbero richiedere l'intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria, nonché l'utilizzo di mezzi e poteri straordinari, quando ricevono notizie dell'evento previsto, laddove possibile, ovvero già avvenuto, o in corso, ne danno immediata comunicazione al Sistema previa verifica dell'attendibilità delle informazioni, anche per il tramite delle proprie strutture territoriali. Inoltre informano il Sistema relativamente agli interventi già effettuati o previsti, indicandone tipologia, località, tempistica e risorse impiegate; verificano le proprie risorse disponibili e ne informano il Sistema, indicandone caratteristiche, quantità, dislocazione e tempistica per l'attivazione e l'impiego;comunicano al Sistema eventuali necessità di concorso o supporto nell'intervento;mantengono i contatti con Sistema fino alla conclusione della situazione in atto ed inviano, ogni qualvolta acquisiscono ulteriori informazioni sull'evento provvedendo ad aggiornare immediatamente il Sistema;

su espressa richiesta del Dipartimento della protezione civile, predispongono un report contenente la sintesi delle attività svolte.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 dicembre 2008

Organizzazione e funzionamento di Sistema presso la Sala Situazione Italia del Dipartimento della protezione civile.

 

Art. 1. Compiti di Sistema

Presso la Sala Situazione Italia del Dipartimento della protezione civile è attivo un centro di coordinamento nazionale denominato Sistema che ha il compito di monitorare e sorvegliare il territorio nazionale al fine di individuare le situazioni emergenziali previste o in atto e seguirne l'evoluzione, nonché di allertare ed attivare le diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile che concorrono alla gestione delle emergenze.

Art. 2. Struttura di Sistema

1. Sistema opera 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno, con la presenza di personale del Dipartimento della protezione civile e delle strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile di seguito elencate, ciascuna dotata di una propria postazione:

Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;

Forze Armate (attraverso il Comando Operativo di verticeInterforze);

Polizia di Stato;

Arma dei Carabinieri;

Guardia di Finanza;

Corpo Forestale dello Stato;

Capitanerie di Porto - Guardia Costiera

2. La Sala Situazione Italia che ospita Sistema è configurata secondo una struttura modulare; sulla base di opportuni protocolli operativi l'attuale configurazione permanente della Sala di Sistema è integrata dalla postazione dedicata alla rappresentanza delle Regioni e Province Autonome e da ulteriori postazioni per le altre componenti e strutture operative.

3. Qualora in emergenza la situazione fosse tale da richiedere la partecipazione all’attività operativa di altre componenti e strutture del Servizio nazionale della protezione civile non presenti presso la Sala in configurazione permanente, verranno attivate le ulteriori postazioni necessarie.

4. Ciascuna postazione della Sala è attrezzata, oltre che con le normali dotazioni informatiche e di telecomunicazione, con: un terminale che costituisce l'interfaccia con la propria struttura nazionale di coordinamento operativo; un sistema «com center» preposto alla gestione integrata delle comunicazioni radio/telefoniche operanti anche su frequenze diverse e sistemi eterogenei.

5. La Sala di Sistema è provvista di collegamenti telefonici punto-punto con le sale operative delle principali componenti e strutture del Servizio nazionale della protezione civile e di tecnologie di ultima generazione per la videoconferenza, inclusa quella di tipo satellitare.

6. L’attività di gestione e coordinamento di Sistema è affidata alla responsabilità del Direttore dell'Ufficio gestione delle emergenze del Dipartimento della protezione civile, attraverso il Servizio coordinamento della Sala Situazione Italia e monitoraggio del territorio (Sistema) ed emergenze marittime (COEMM).