RISCHIO INDUSTRIALE DI INCIDENTE
Il rischio di incidente industriale rilevante riguarda la possibilità che si verifichi un evento improvviso ed grave — come un’esplosione, un incendio o una fuoriuscita di sostanze chimiche pericolose — all’interno di uno stabilimento, con conseguenze per la salute umana e l’ambiente sia dentro che fuori dal sito.
In Italia ed Europa, la normativa di riferimento è la Direttiva Seveso III (recepita con il D.Lgs. 105/2015), nata proprio per prevenire i grandi incidenti industriali e limitarne gli impatti.
Tipi di eventi fisici principali
| Tipo di evento | Fenomeno | Rischi principali |
| Rilascio tossico | Fuoriuscita di gas, vapori o liquidi nocivi/tossici nell’aria o nell’acqua | Intossicazione per inalazione, lesioni alle vie respiratorie, contaminazione ambientale |
| Incendio | Combustione di sostanze infiammabili (liquidi, gas o solidi) | Irraggiamento termico (ustioni) e produzione di fumi tossici d’combustione |
| Esplosione | Rapida liberazione di energia con onda d’urto e sovrappressione | Crolli di strutture, proiezione di schegge e frammenti, lesioni da trauma |
I Piani di Emergenza: PEI e PEER
Per la gestione di questi impianti sono previsti due livelli distinti di pianificazione:
- PEI (Piano di Emergenza Interno): Redatto dal gestore dello stabilimento per bloccare l’incidente alla fonte, evacuare il personale e mettere in sicurezza l’impianto.
- PEER (Piano di Emergenza Esterno): Redatto dal Prefetto d’intesa con i Comuni, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e l’ARPA. Definisce le azioni da intraprendere all’esterno dello stabilimento per proteggere la popolazione residente nelle zone limitrofe.
Misure di autoprotezione per la popolazione
In caso di allarme per incidente industriale (segnalato da sirene, notifiche IT-alert o comunicati ufficiali):
- Rifugiati subito al chiuso: Entra nell’edificio più vicino (preferibilmente nei piani alti se si tratta di gas densi, o in ambienti interni privi di finestre).
- Sigilla gli ambienti: Chiudi porte, finestre, persiane e spegni condizionatori, impianti di aerazione o riscaldamento per evitare l’ingresso di fumi o gas tossici.
- Non utilizzare fiamme libere: Non accendere fornelli, candele o luci se c’è sospetto di fughe di gas infiammabile.
- Non ingorgare le linee telefoniche: Usa il telefono solo per reali emergenze mediche o di soccorso diretto.
- Segui i canali ufficiali: Informati tramite radio, TV locale, siti del Comune o della Prefettura e attendi il segnale di “fine allarme” prima di uscire.
La Direttiva Seveso III (recepita in Italia dal D.Lgs. 105/2015) classifica gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante in due categorie principali, a seconda della quantità di sostanze pericolose presenti:
- Soglia inferiore (rischio moderato-alto)
- Soglia superiore (rischio elevato)
Gli obblighi a carico dei gestori aziendali sono proporzionati a questa classificazione e puntano a tre obiettivi: prevenire gli incidenti, mitigarne le conseguenze e informare il pubblico.
1. La Notifica Ufficiale
Prima dell’avvio delle attività (o in caso di modifiche sostanziali), il gestore deve inviare una Notifica dettagliata alle autorità competenti (Regione, Prefettura, Vigili del Fuoco, ISPRA/ARPA e Comune). La notifica specifica:
- I dati dell’azienda e la localizzazione dello stabilimento.
- La tipologia e il quantitativo massimo di sostanze pericolose detenute.
- Le caratteristiche dell’ambiente circostante.
2. Politica di Prevenzione degli Incidenti Rilevanti (SGS-PIR)
Ogni gestore (sia di soglia inferiore che superiore) deve redigere un documento che definisce la propria Politica di Prevenzione e implementare un Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS-PIR). Il sistema disciplina:
- La formazione e l’addestramento continuo del personale.
- La manutenzione programmata e il controllo degli impianti.
- L’analisi dei rischi e l’identificazione dei possibili scenari incidentali.
- Il monitoraggio dei quasi-incidenti (near-miss) per correggere le criticità prima che portino a un evento grave.
3. Rapporto di Sicurezza (Solo per la Soglia Superiore)
Gli stabilimenti a soglia superiore devono redigere un documento tecnico complesso chiamato Rapporto di Sicurezza (RdS), aggiornato almeno ogni 5 anni. Il rapporto contiene:
- Una dettagliata valutazione quantitativa del rischio.
- L’analisi dettagliata di tutti i possibili scenari di incidente (esplosioni, incendi, fughe tossiche) e del loro raggio d’impatto sul territorio.
- La descrizione dei sistemi di sicurezza attivi e passivi installati per bloccare l’incidente sul nascere.
4. Piani di Emergenza e Informazione alla Popolazione
- Piano di Emergenza Interno (PEI): Obbligatorio per tutti gli stabilimenti di soglia superiore. Contiene le procedure operative per mettere in sicurezza gli impianti e tutelare i lavoratori in caso di incidente.
- Supporto al Piano di Emergenza Esterno (PEER): Il gestore deve fornire alla Prefettura tutte le informazioni necessarie per consentire la redazione del piano di tutela della popolazione circostante.
- Informazione ed Esercitazioni: L’azienda deve mettere a disposizione del pubblico le informazioni sui rischi connessi all’attività e sulle norme di comportamento da adottare. Inoltre, è tenuta a condurre esercitazioni periodiche sul PEI con cadenza triennale.
Controlli e Ispezioni
Il rispetto di questi obblighi viene verificato tramite ispezioni ordinarie e straordinarie condotte da comitati tecnici regionali (composti da Vigili del Fuoco, ARPA, INAIL ed esperti di radioprotezione/chimica), con frequenza che varia da annuale a triennale a seconda della soglia dello stabilimento.