Il rischio vulcanico misura i danni attesi (in termini di vite umane, infrastrutture ed economia) che possono essere provocati dalle eruzioni di un vulcano attivo e dai fenomeni ad esse connessi.
Rispetto ai terremoti o alle alluvioni, i vulcani hanno una particolarità: sono estremamente monitorati. Un’eruzione non avviene quasi mai all’improvviso, ma è preceduta da segnali precursori (terremoti, deformazioni del suolo, emissioni di gas) che permettono di prevedere l’evento con un certo margine di anticipo.
I principali pericoli associati a un’eruzione
Quando si pensa al rischio vulcanico si immagina spesso solo la lava, ma in realtà i pericoli sono molteplici e molto più distruttivi:
- Flussi piroclastici (I più pericolosi): Miscele ad altissima temperatura (centinaia di gradi) di gas, cenere e roccia che scendono dai fianchi del vulcano a velocità superiori ai 100-300 km/h. Distruggono tutto ciò che incontrano e rendono impossibile la sopravvivenza nell’area colpita.
- Ricaduta di ceneri e lapilli: La cenere vulcanica può accumularsi sui tetti facendoli crollare, danneggiare i motori degli aerei, intasare le reti idriche e causare gravi problemi respiratori a centinaia di chilometri di distanza.
- Colate di lava: Flussi di roccia fusa. Sono molto distruttivi per le case e le infrastrutture, ma muovendosi lentamente (spesso a pochi metri o chilometri all’ora) permettono quasi sempre la messa in salvo delle persone.
- Lahar (Colate di fango vulcanico): Fango ad altissima densità creato dalla pioggia o dallo scioglimento dei ghiacciai che mescola le ceneri depositate. Possono scorrere per decine di chilometri lungo le valli travolgendo centri abitati.
- Gas vulcanici e Maremoti (Tsunami): Emissioni tossiche (anidride carbonica, anidride solforosa) ed eventuali tsunami causati dal crollo in mare dei fianchi del vulcano (come accadde per lo Stromboli o il Krakatoa).
La formula del rischio vulcanico
Anche in questo caso vale l’equazione della Protezione Civile:
$$\text{Rischio} = \text{Pericolosità} \times \text{Vulnerabilità} \times \text{Esposizione}$$
- Pericolosità ($P$): Dipende dal tipo di vulcano. Vulcani ad eruzione effusiva (come l’Etna) hanno una pericolosità per la vita umana relativamente bassa; vulcani ad eruzione esplosiva (come il Vesuvio o i Campi Flegrei) hanno una pericolosità altissima.
- Vulnerabilità ($V$): La resistenza delle strutture al peso delle ceneri o all’impatto delle scosse sismiche locali.
- Esposizione ($E$): La quantità di persone ed edifici presenti nell’area attorno al vulcano. In Italia, la zona del Vesuvio e dei Campi Flegrei presenta una delle esposizioni più alte al mondo a causa dell’elevata densità abitativa.
Gestione del rischio e Pianificazione
Poiché è impossibile fermare un’eruzione o ridurre la pericolosità del vulcano, l’unica vera strategia di difesa è l’evacuazione preventiva:
- Piani d’Emergenza Nazionali: Suddividono il territorio attorno ai vulcani attivi in zone (es. Zona Rossa, a rischio flussi piroclastici, dove l’unica misura è l’evacuazione preventiva; Zona Gialla, a rischio ricaduta ceneri).
- Sistemi di Allarme: Basati sui livelli di allerta della Protezione Civile (Verde, Giallo, Arancione, Rosso) gestiti attraverso il monitoraggio continuo dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).
Vulcani Effusivi vs. Esplosivi: Qual è la differenza?
La differenza fondamentale sta nella viscosità del magma e nella quantità di gas intrappolato:
Vulcani Effusivi
- Meccanismo: Il magma è fluido, povero di silice e rico di gas che riescono a liberarsi facilmente.
- Eruzione: La lava scorre lungo i fianchi del monte creando “fiumi incandescenti”. Non si verificano grandi esplosioni catastrofiche.
- Pericolo: Principalmente danni materiali (distruzione di strisce di terreno, strade e centri abitati). Le vite umane sono raramente a rischio poiché la lava si muove abbastanza lentamente da consentire l’evacuazione.
Vulcani Esplosivi
- Meccanismo: Il magma è molto viscoso, ricco di silice e “viscido”. I gas rimangono intrappolati sotto pressione fino a quando non frammentano la roccia scoppiando violentemente.
- Eruzione: Generano colonne eruttive alte decine di chilometri, la ricaduta di tonnellate di ceneri/lapilli e devastanti flussi piroclastici (valanghe roventi di gas e polveri ad altissima velocità).
- Pericolo: Rischio catastrofico per le persone e il territorio, con tempi di reazione minimi una volta avviato il fenomeno.
- I Vulcani Attivi in Italia e il loro Livello di Rischio
La Protezione Civile suddivide i vulcani attivi italiani in due categorie principali: a attività continua e quiescenti (dormienti ma in grado di riattivarsi).
| Vulcano | Tipo di Eruzione prevalente | Stato attuale | Livello di Rischio Complessivo |
| Etna (Sicilia) | Prevalentemente Effusiva | Attività continua | Medio-Basso per la vita / Alto per i beni materiali |
| Stromboli (Isole Eolie) | Esplosiva moderata (“stromboliana”) ed effusiva | Attività continua | Medio (pericoloso in caso di parossismi o maremotati) |
| Vesuvio (Campania) | Altamente Esplosiva (Pliniana) | Quiescente dal 1944 | Estremamente Alto (altissima densità abitativa) |
| Campi Flegrei (Campania) | Altamente Esplosiva / Caldera | Quiescente / Bradisismo attivo | Estremamente Alto (rischio per circa 500.000 persone) |
| Vulcano (Isole Eolie) | Esplosiva | Quiescente dal 1890 | Medio-Alto (monitoraggio dei gas attivo) |
| Ischia (Campania) | Esplosiva / Effusiva | Quiescente dal 1302 | Alto |
| Marsili & Vulcani Sottomarini (Mar Tirreno) | Variabile | Attivi / Sottomarini | Basso per eruzione diretta, potenziale per maremoti |
Perché Vesuvio e Campi Flegrei hanno il rischio più alto?
Nonostante l’Etna sia il vulcano più attivo d’Europa e si faccia sentire frequentemente con fontane di lava e cenere, il suo rischio per la vita umana è contenuto perché il magma fluido non genera grandi esplosioni improvvise e l’area sommitale non è abitata.
Al contrario, il Vesuvio e i Campi Flegrei sono considerati tra i vulcani a più alto rischio al mondo non solo per la violenza delle loro eruzioni esplosive, ma soprattutto per il fattore Esposizione (E): centinaia di migliaia di persone vivono direttamente all’interno della Zona Rossa, rendendo l’evacuazione preventiva l’unica misura di sicurezza efficace.
Ecco come sono organizzati i Piani Nazionali di Evacuazione per le due aree a più alto rischio vulcanico d’Italia.
In entrambi i casi, poiché le eruzioni esplosive non lasciano scampo a chi si trova nelle immediate vicinanze, la strategia non è “mettersi al riparo”, ma allontanare il 100% della popolazione prima che l’eruzione abbia inizio.
1. La pianificazione territoriale: Le Zone a Rischio
Il territorio attorno ai vulcani è diviso in fasce di pericolosità decrescente:
- Zona Rossa: È l’area a maggior rischio, soggetta all’invasione dei flussi piroclastici (nubi ardenti di gas e ceneri ad altissima temperatura e velocità). Per chi vive qui, l’unica misura di salvaguardia è l’evacuazione preventiva totale.
- Zona Gialla: È l’area esposta al rischio di ricaduta di ceneri e lapilli. L’evacuazione non è immediata né obbligatoria per tutti: le misure dipendono dalla direzione del vento al momento dell’evento e dall’accumulo di cenere sui tetti.
2. Come funziona l’evacuazione della Zona Rossa
L’allontanamento della popolazione avviene durante la fase di preallarme/allarme, ovvero prima che la lava o i flussi piroclastici fuoriescano.
I Livelli di Allerta
Il passaggio da un livello all’altro è stabilito dalla Protezione Civile in base ai parametri scientifici monitorati dall’INGV (terremoti, deformatore del suolo, gas):
- 🟢 Verde (Base): Attività ordinaria del vulcano.
- 🟡 Giallo (Attenzione): Variazione dei parametri. Si aggiornano i piani e si informano i cittadini.
- 🟠 Arancione (Preallarme): Forte incremento dell’attività. Le persone che vogliono allontanarsi volontariamente o che necessitano di assistenza speciale possono farlo.
- 🔴 Rosso (Allarme): Scatta l’evacuazione obbligatoria per tutta la Zona Rossa. La popolazione ha a disposizione un margine di tempo di circa 72 ore per liberare l’area prima dell’eruzione presunta.
3. Il Piano del Vesuvio e dei Campi Flegrei a confronto
🌋 Il Vesuvio (circa 700.000 persone coinvolte)
- La Zona Rossa: Comprende 25 Comuni della città metropolitana di Napoli e delle province di Salerno e Avellino.
- Il Gemellaggio Regionale: Per evitare il collasso delle strutture di accoglienza locali, ogni Comune della Zona Rossa è “gemellato” con una o più Regioni italiane. In caso di evacuazione, la popolazione di un determinato comune viene trasferita e ospitata nella Regione assegnata (es. i cittadini di Pozzuoli o Ercolano vengono indirizzati verso specifiche regioni del Nord o Centro Italia).
- Modalità di Trasporto: Si può evacuare con mezzi propri (seguendo percorsi stradali obbligatori e predefiniti per evitare ingorghi) oppure con i mezzi pubblici (bus e treni organizzati dallo Stato dai punti di incontro comunali).
🌋 I Campi Flegrei (circa 500.000 persone coinvolte)
- La Zona Rossa: Comprende l’intero territorio dei comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e parte dei comuni di Giugliano, Marano e alcuni quartieri di Napoli (tra cui Fuorigrotta, Bagnoli, Pianura e Soccavo).
- Il Bradisismo: A differenza del Vesuvio, i Campi Flegrei sono una grande caldera soggetti a bradisismo (sollevamento e abbassamento del suolo accompagnato da sciami sismici). Il piano prevede quindi sia risposte per il rischio sismico/strutturale legato al bradisismo, sia il piano per l’eventuale eruzione vera e propria.
- Gemellaggi: Anche per i Campi Flegrei è attivo il sistema dei gemellaggi regionali per distribuire la popolazione sul territorio nazionale.
La vera sfida: La logistica e il fattore umano
I piani sono teoricamente dettagliati e continuamente aggiornati, ma la loro reale efficacia dipende da due fattori critici:
- La viabilità e i tempi: Evacuare oltre mezzo milione di persone in 72 ore in una delle aree più densamente popolate e trafficate d’Europa richiede una precisione logistica straordinaria.
- La risposta dei cittadini: Le esercitazioni periodiche della Protezione Civile servono a far conoscere alla popolazione le vie di fuga e i punti di attesa, riducendo al minimo il panico nel momento dell’emergenza reale.
- Per garantire un’evacuazione ordinata in caso di livello di allerta Rosso, il Piano Nazionale della Protezione Civile stabilisce che i cittadini dei Comuni della Zona Rossa vengano trasferiti e ospitati in specifiche Regioni e Province Autonome italiane.
- I dettagli dei gemellaggi ufficiali riguardano sia l’area vesuviana sia l’area flegrea.
5. 🌋 1. Gemellaggi Zona Rossa VESUVIO (25 Comuni)
- La Zona Rossa del Vesuvio comprende 25 Comuni distribuiti tra le province di Napoli, Salerno e Avellino.
- Ogni comune è abbinato a una Regione d’accoglienza:
| Comune della Zona Rossa | Regione / Provincia Autonoma Gemellata |
| Boscoreale | Calabria |
| Boscotrecase | Basilicata |
| Cercola | Liguria |
| Ercolano | Emilia-Romagna |
| Massa di Somma | Molise |
| Napoli (Sesta Municipalità: Barra, Ponticelli, S. Giovanni a Teduccio) | Lazio |
| Nola | Valle d’Aosta |
| Ottaviano | Lazio |
| Palma Campania | Friuli-Venezia Giulia |
| Poggiomarino | Marche |
| Pollena Trocchia | Province Autonome di Trento e Bolzano |
| Pompei | Sardegna |
| Portici | Piemonte |
| San Gennaro Vesuviano | Umbria |
| San Giorgio a Cremano | Toscana |
| San Giuseppe Vesuviano e Sant’Anastasia (inc. enclave Pomigliano) | Veneto |
| San Sebastiano al Vesuvio e Torre Annunziata | Puglia |
| Scafati (SA) e Trecase | Sicilia |
| Somma Vesuviana e Torre del Greco | Lombardia |
| Terzigno | Abruzzo |
8. 🌋 2. Gemellaggi Zona Rossa CAMPI FLEGREI
- La Zona Rossa dei Campi Flegrei comprende interamente o parzialmente 7 Comuni (inclusi diversi quartieri della zona ovest di Napoli). Gli abbinamenti regionali sono organizzati per comune e per singolo quartiere napoletano:
10. Comuni dell’Area Flegrea
| Comune / Zona | Regione / Provincia Autonoma Gemellata |
| Pozzuoli | Lombardia |
| Bacoli | Umbria e Marche |
| Monte di Procida | Abruzzo e Molise |
| Quarto | Toscana |
| Giugliano in Campania (parte in Zona Rossa) | Province Autonome di Trento e Bolzano |
| Marano di Napoli (parte in Zona Rossa) | Liguria |
11. Quartieri della città di Napoli (Zona Rossa Flegrea)
| Quartiere di Napoli | Regione Gemellata |
| Fuorigrotta | Lazio |
| Bagnoli | Basilicata e Calabria |
| Pianura | Puglia |
| Soccavo | Emilia-Romagna |
| Chiaia e San Ferdinando (parti in Zona Rossa) | Sicilia |
| Posillipo | Sardegna |
| Arenella (parte in Zona Rossa) | Veneto |
| Vomero (parte in Zona Rossa) | Piemonte e Valle d’Aosta |
| Chiaiano (parte in Zona Rossa) | Friuli-Venezia Giulia |
12. Come funzionerebbe il trasferimento?
- In caso di stato di allarme (Livello Rosso), i cittadini della Zona Rossa che scelgono di utilizzare il trasporto pubblico verranno accompagnati dai bus comunali verso i Punti di ANEP (Aree di Incontro) e da lì trasferiti verso le Regioni gemellate con treni, bus o navi messi a disposizione dallo Stato.
- I cittadini che scelgono di evacuare con mezzo proprio dovranno seguire percorsi stradali obbligatori fino ai Punti di Presa in Carico allestiti alle porte delle Regioni ospitanti.